S. Nicolao

Una lettera speciale a...Gesù
di Padre Davide Maria Turoldo 
"La Provvidenza mi lascia ancora questo tempo e io non rendo testimonianza
alla verità! E’ dunque per queste ragioni, caro Gesù, che mi sono deciso
a scriverti in questo Natale"
con grande libertà e nella verità;
dallo sgomento della notizia ... la porta si apre e si entra
nell'infinito Universo dove non ci sono più recinzioni.
(ndr)

 

Quando a uno si dice: guarda che hai un cancro, bello bello, seduto nel centro del ventre come un re
sul trono, allora costui, se cerca
di avere fede, fa una cosa
prima di altre:
comincia
ad elencare ciò che conta
e ciò che non conta;
e cercherà di dire, con ancora più libertà di sempre,quanto si sente
in dovere di dire,affinché non si appesantiscano ancor di più le sue responsabilità.E continuerà a dirsi: la Provvidenza mi lascia ancora questo tempo e io non rendo testimonianza alla verità!
E’ dunque per queste ragioni,
caro Gesù, che mi sono deciso a scriverti in questo Natale.
Non credo proprio per nulla ai nostri Natali: anzi penso che sia una profanazione di ciò che veramente il Natale significa.
Costellazioni di luminarie impazzano per città e paesi fino ad impedire la vista del cielo. Sono città senza cielo le nostre. Da molto tempo ormai! E’ un mondo senza infanzia. Siamo tutti vecchi e storditi.Da noi non nasce più nessuno: non ci sono più bambini fra noi.Siamo tutti stanchi:tutta l’Europa è stanca:
un mondo intero di bianchi,
vecchi e stanchi. Il solo bambino
delle nostre case saresti tu,Gesù, ma sei un bambino di gesso!

Nulla più triste dei nostri presepi: in questo mondo dove nessuno più attende nessuno.L’occidente non attende più nessuno,e tanto meno te:intendo il Gesù vero,quello che realmente non troverebbe un alloggio ad accoglierlo.Perché,
per te,vero Uomo Dio,cioè per il Cristo vero, quello dei “beati voi poveri e guai a voi ricchi”; quello che dice “beati coloro che hanno fame e sete di giustizia ..”per te, Gesù vero, non c’è posto nelle nostre case, nei nostri palazzi, neppure in certe chiese,anche se
le tue insegne pendono
da tutte le pareti...

Di te abbiamo fatto un Cristo innocuo:che non faccia male.
Un Cristo riscaldato;

che non disturbi.Uno che sia secondo i gusti dominanti.

 

 

Nel ventre della terra come un re...

 

Divenuto proprietà di tutta una borghesia bianca e consumista.
Un Cristo appena ornamentale.
Non un segno di cercare oltre,
un segno che almeno una chiesa creda che attendiamo ancora…Eppure tu vieni, Gesù;
tu non puoi non venire…
Vieni sempre, Gesù.
E vieni
per conto tuo, vieni perché vuoi venire.E’ così la legge dell’amore.
E vieni non solo là dove fiorisce ancora un’umanità silenziosa e desolata, dove ci sono ancora
bimbi che nascono; dove non si ammazza e non si esclude nessuno, pur nel poco che uno possiede,
e insieme si divide il pane.
Ma vieni anche fra noi,
nelle nostre case così ingombre
di cose inutili e così spiritualmente
squallide.Vieni anche nella casa
del ricco, come sei entrato un giorno nella casa di Zaccheo, che pure era un corrotto dalla ricchezza.Vieni come vita nuova, come il vino nuovo che fa
esplodere i vecchi otri.
Convinto
di queste cose e certo che tu comunque non ci abbandoni, così mi sono messo a cantare un giorno:

§§§§§§§§§
Vieni di notte, ma nel nostro cuore
è sempre notte: e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore. Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni, figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre,
Signore. Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con te, Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo. Vieni, Signore.
Vieni sempre, Signore.


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