S. Tiago

Crocifissione
(E.M.)

 

 

Sei crocifisso alla mia carne Gesù.
Perchè questa morte statuaria, perchè quest’agonia atroce
che scultori e pittori hanno documentato
sulla scorta dei vangeli e
della ferocia umana?

Tutti hanno capito che Tu eri crocifisso non solo al legno,
ma alla povera e
ricca carne dell’uomo,
dell’artista, uomo o donna,
per sperimentare
la nodosità del legno, la terribile acuta penetranza dei chiodi,
la lacerata morbidezza della carne,
la lancinante e fulminante
scossa dei nervi,
la bruciante lacerazione
dei muscoli, il progressivo irrigidimento tetanico,
la sete di un corpo disidratato, impoverito di sangue, di siero,
di linfa.

Sei crocifisso alla mia carne Gesù.
Quella che si trova
nel punto cruciale
del quadruplice tiro alla fune
tra cielo e terra,
tra generosità ed egoismo:
radicati saldamente alla terra
dalla quale siamo germogliati
e tesi verso il cielo,
nel desiderio di spazi infiniti,
di eternità e di divinità,
portati orizzontalmente
a dare e a ricevere.
Tendiamo un braccio, le braccia,
a coloro che ci hanno generati,

a quanti ci coccolano e, in qualche modo, coltivandolo,
favoriscono il nostro innato egocentrismo, che ci fa
credere di essere unici.

 

 

 

Dall’altra parte tendiamo generosamente l’altra mano,
le braccia, per aiutare, stringere, toccare, dare calore,
specchiare le esigenze
del prossimo, e..specchiarci in lui,
intrecciare le mani per un allargato girotondo di miliardi di fratelli
tuoi e miei, i tuoi policromi figli,
poliedrici per storia, cultura e tessitura biologica.

Sei crocifisso alla mia carne Gesù.
Tu salvi grazie a questa ipostatica incarnazione, perché vibri
del nostro ben-essere
e delle nostre sofferenze.
Sai di che siamo fatti, perché
del nostro antropico divenire,
il modello eri Tu: siamo fatti
a tua immagine e somiglianza,

fatti Dei nella mente,nel pensiero
e nel legame che ci unisce:
fisionomia di Dio nello sguardo intelligente,nel sorriso e nel pianto, nella gioia e nel dolore.

Da cinquant’anni faccio memoria della tua nascita, vita, apprendimento, lavoro,
linguaggio,
maestria e miracoli,
abbandono degli amici, prigionia, accuse false, condanna a una morte infame, crocifissione,
abbandono di Dio,
morte e... risurrezione.

Ti sei lasciato crocifiggere
ai miei limiti
e ai miei entusiasmi
creaturali e sacerdotali.
Fa che questa croce, questo aeroplano dalle ali corte,
possa solcare fin d’ora
i tuoi vasti orizzonti Gesù!


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